CARI RAGAZZI

Oggi, ragazzi, è suonata la campanella virtuale: è finita la scuola. Uno dei momenti più attesi dagli studenti che però, quest’anno, ha un sapore diverso. Per noi, la scuola, fatta di schiamazzi e socialità, fatta di emozioni contrastanti, si era già “arrestata” a fine febbraio, con l’inizio della pandemia. Eppure, nonostante tutto, voi, i vostri docenti e le vostre famiglie avete continuato a credere nell’importanza dell’istruzione. Vi siete trovati quotidianamente, in una forma diversa, fatta di link e di piattaforme, avete combattuto con le difficoltà legate ai dispositivi digitali e alla rete internet, avete vissuto un aspetto, fino ad ora, sconosciuto della tecnologia, ma, nonostante tutto, vi siete messi in gioco, con passione. Sicuramente avremmo tutti potuto fare di meglio ma questo virus ci è piombato addosso all’improvviso e ci ha trovati impreparati; abbiamo dovuto capire come poter proseguire le lezioni attraverso la didattica a distanza, sfruttando le vostre competenze. Dobbiamo fare tutti tesoro degli insegnamenti che abbiamo ricevuto, perché mai come in questa distanza, abbiamo capito quanto è bella la presenza e lo stare vicini; abbiamo sentito la mancanza di un abbraccio o di una carezza; abbiamo capito che necessitiamo di quotidianità e di incontri; abbiamo imparato che è fondamentale sapersi adattare e reinventare e che la scuola non è un qualcosa di astratto, basato su numeri, ma è concreta, viva e frizzante, fatta di anime uniche. Queste parole di Piaget, un grande pedagogista del secolo passato, ci aiutano a capire la situazione che avete vissuto quest’anno e il valore aggiunto che ne avete saputo trarre: “L’obiettivo principale della scuola è quello di creare uomini che sono capaci di fare cose nuove, e non semplicemente ripetere quello che altre generazioni hanno fatto.” Ecco, voi ne siete la dimostrazione. Il mio augurio è di rivedervi a settembre, di risentire le aule chiassose di sapere, di incrociare i vostri sguardi e di darvi un abbraccio sincero. Per adesso, non posso che augurarvi Buone Vacanze: mai come quest’anno voi e i vostri docenti meritate riposo. Anche se lontana, vicina col cuore Il vostro dirigente scolastico

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mercoledì, 10 giugno 2020

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Lettera aperta a studenti, docenti e famiglie

Oggi, ragazzi, è suonata la campanella virtuale: è finita la scuola. Uno dei momenti più attesi dagli studenti che però, quest’anno, ha un sapore diverso. Per noi, la scuola, fatta di schiamazzi e socialità, fatta di emozioni contrastanti, si era già “arrestata” a fine febbraio, con l’inizio della pandemia. Eppure, nonostante tutto, voi, i vostri docenti e le vostre famiglie avete continuato a credere nell’importanza dell’istruzione. Vi siete trovati quotidianamente, in una forma diversa, fatta di link e di piattaforme, avete combattuto con le difficoltà legate ai dispositivi digitali e alla rete internet, avete vissuto un aspetto, fino ad ora, sconosciuto della tecnologia, ma, nonostante tutto, vi siete messi in gioco, con passione. Sicuramente avremmo tutti potuto fare di meglio ma questo virus ci è piombato addosso all’improvviso e ci ha trovati impreparati; abbiamo dovuto capire come poter proseguire le lezioni attraverso la didattica a distanza, sfruttando le vostre competenze. Dobbiamo fare tutti tesoro degli insegnamenti che abbiamo ricevuto, perché mai come in questa distanza, abbiamo capito quanto è bella la presenza e lo stare vicini; abbiamo sentito la mancanza di un abbraccio o di una carezza; abbiamo capito che necessitiamo di quotidianità e di incontri; abbiamo imparato che è fondamentale sapersi adattare e reinventare e che la scuola non è un qualcosa di astratto, basato su numeri, ma è concreta, viva e frizzante, fatta di anime uniche. Queste parole di Piaget, un grande pedagogista del secolo passato, ci aiutano a capire la situazione che avete vissuto quest’anno e il valore aggiunto che ne avete saputo trarre: L’obiettivo principale della scuola è quello di creare uomini che sono capaci di fare cose nuove, e non semplicemente ripetere quello che altre generazioni hanno fatto. Ecco, voi ne siete la dimostrazione.

Il mio augurio è di rivedervi a settembre, di risentire le aule chiassose di sapere, di incrociare i vostri sguardi e di darvi un abbraccio sincero. Per adesso, non posso che augurarvi Buone Vacanze: mai come quest’anno voi e i vostri docenti meritate riposo.

Anche se lontana, vicina col cuore

Il vostro dirigente scolastico

 

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